La FADE (Fondazione Amici dell’Epatologia)
è sempre presente e attiva nella lotta contro le malattie del fegato, assai spesso sottovalutate nella loro gravità. Continua le sue campagne di Informazione alla collettività soprattutto per la prevenzione e la diagnosi precoce delle malattie epatiche.
Non bisogna dimenticare che ciascuno è anche responsabile della propria salute. E’ un grave errore delegare tutto, come fanno molti, agli operatori sanitari con conseguente diminuzione della propria responsabilità. Nel campo epatologico bastano solo pochi dati per dimostrare la grave situazione italiana: circa 20-25mila decessi all’anno sono conseguenza di epatopatie (soprattutto cirrosi e tumore del fegato), 2,5milioni sono portatori di epatiti virali croniche, 5-6 milioni con steatosi e steato-epatiti alcoliche e non alcoliche.
Ebbene più del 70% ignora che il proprio fegato non sia normale.
In occasione della recente “Giornata epatologica FADE”, ha sentenziato il re degli epatologi americani, James L. Boyer, presidente dell’American Liver Foundation: «C’è un gran bisogno di espandere le conoscenze sulle malattie epatiche al grande pubblico. Esistono più o meno 100 patologie che coinvolgono il fegato. Ma la maggior parte della persone saprebbe nominarne a malapena un paio….....».
Per tutto ciò, per conoscere se stessi, la FADE ha elaborato , un decalogo molto semplice e facilmente eseguibile, da rispettare sempre di concerto col proprio medico per una prevenzione e per una precoce diagnosi di malattia.
Il decalogo promosso dalla Fade comprende punti come la moderazione con le bevande alcoliche, il rispetto dei sani principi alimentari, la lotta al sovrappeso... Si dirà: bella forza, le solite ritrite raccomandazioni che anche i sassi sanno.
Il professor Gaetano Ideo, invece, avanza una considerazione supplementare, che va al di là del semplice buonsenso. «Mai come nella salvaguardia del fegato questi consigli hanno valore, perché c’è un dato di fatto con cui fare i conti: nelle infezioni virali croniche, il virus è soltanto uno degli attori, con cui la maggior parte dei pazienti potrebbe serenamente convivere vita natural durante. In realtà, nel peggioramento della malattia intervengono ben altri pesanti fattori: l’alcol, per l’appunto, il grasso in eccesso, il surplus di calorie, la sedentarietà... E allora il nostro decalogo vale sì per chiunque ma diventa doppiamente cruciale per chi scopre di essere un portatore del virus B o C».
Completa il “trittico alfabetico” il virus A, diffuso tramite l’acqua e gli alimenti contaminati (tipicamente i frutti di mare). Certo, non incide sull’organismo come gli altri due figuri (che si trasmettono attraverso il contatto tra il sangue d’un soggetto infetto e quello d’una persona non immunizzata: per capirsi, uso di aghi o strumenti taglienti contagiati; occhio perciò ai piercing e ai tatuaggi!).
«L’epatite da virus A, afferma Ideo, viene superata con una completa rigenerazione del fegato; però, soprattutto negli individui adulti, potrebbe rivelarsi piuttosto “cattiva” e fiaccarci per mesi e mesi. Da qui, l’utilità della vaccinazione, in particolare quando ci si reca in zone ad alto rischio».
Ma, virus a parte, anche la tavola va “addomesticata”, per colpa del... fois gras. Del nostro fegato grasso (steatosi) però, i principali responsabili sono l’alcol in eccesso, l’obesità, il diabete e le 0;dislipidemie”, cioè l’aumento dei lipidi e del colesterolo nel sangue.
La steatosi è certamente la più frequente alterazione epatica in Italia e nei Paesi avanzati, dove almeno il 20 per cento della popolazione generale ne è affetta. Patologia destinata a tracimare se se si pensa che un ragazzo su quattro (tra i 6 e i 17 anni) è già in sovrappeso.
«Il fegato grasso è l’anticamera di infiammazioni che poi rischiano di esporre il fegato a complicazioni serie». Mirate analisi del sangue contribuiranno a sorvegliare l’andamento di certe spie della salute epatica: le celebri transaminasi, la gamma-GT (nome in codice di un enzima che “fotografa” le condizioni delle vie biliari)...
Ma per stanare la steatosi epatica basta una semplicissima ecografia, aggiunge il Prof. Ideo, che mostra un fegato ingrossato e “lucente”, infarcito com’è di tutte quelle gocciole di grasso. «Infarcimento che si dissolve controllando a tavola gli eccessi alimentari e l’alcol (per lui basterebbero due-tre bicchieri di vino al giorno, durante i pasti; per lei, al massimo uno o due)».