I GIOVANI E L'ALCOL (estratto dall’articolo del Dr. Sforza “Adolescenti e stili di vita a rischio: l’abuso alcolico”). | |  | | | | |
L’adolescenza è notoriamente una fase della vita particolarmente critica perché realizza il complesso passaggio dall’infanzia alla condizione adulta. I cambiamenti che si verificano sono radicali, concentrati in un periodo di tempo relativamente breve e coinvolgono l’individuo a tutti i livelli del suo essere. I cambiamenti che i giovani devono affrontare vanno dalle modifiche propriamente biologiche (accrescimento e maturazione sessuale), a quelle psicologiche (costruzione di una nuova identità, adattamento al ruolo sessuale, autonomia, ecc...) e infine a quelle sociali (nuovo ruolo sociale, costruzione di un nuovo sistema di valori, di relazioni e di legami affettivi ecc...). Tutte queste novità possono portare ad una serie di manifestazioni, come oscillazioni dell’umore, (tristezza, solitudine, sentimenti di inadeguatezza e mancanza di autostima, emozioni confuse e spesso esasperate, paure ..., che possono indurre ulteriore confusione nell’adolescente. In genere queste modifiche, seppure spesso dolorose, portano alla maturazione e alla creazione di un giovane adulto. Purtroppo, talora, il fallimento di tappe evolutive, gravi traumi (es. abusi, lutti, abbandoni), fattori genetici o la presenza di fattori di rischio specifici fanno assumere al disagio giovanile vere e proprie caratteristiche patologiche psichiatriche e comportamentali. Fra le alterazioni patologiche che possono presentarsi nell’adolescente, senza dubbio, vi sono l’abuso e la dipendenza da alcol. Il primo contato con le bevande alcoliche per gli adolescenti può avvenire, come per gli adulti, sotto la spinta di difficoltà emotive in una sorta di automedicazione che porti sollievo a un disagio psichico intollerabile. Ma, nella maggioranza dei casi, il primo contatto con la sostanza viene favorito dall’influsso esercitato sui giovani dai fattori socio-culturali in cui vivono. Le conseguenze dell’abuso possono essere molto gravi, da incidenti stradali piò o meno mortali, eccesso di violenza, omicidio e suicidi, coma etilico, disturbi psichici acuti, difficoltà sociali, affettive, scolastiche e lavorative. Leggi l’articolo in esteso (Adolescenti e stili di vita a rischio: l’abuso alcolico) FATTORI DI RISCHIO a cura del dott. M. Sforza www.cestep.it
L'Alcol è un importante fattore di rischio sia per la comparsa delle malattie epatiche sia per la loro evoluzione. Le bevande alcoliche (vino, birra, amari, aperitivi, superalcolici) sono presenti in moltissime situazioni della nostra vita quotidiana e fanno spesso parte delle nostre abitudini sociali e alimentari. Sappiamo però che un uso moderato di alcolici non è pericoloso ma sappiamo anche che l'eccesso può causare molti problemi. Eccesso non significa necessariamente bere grandi quantità di alcolici, ma può voler dire che in un certo momento o per una certa persona anche quantità modeste possono risultare eccessive. E' quello che avviene quando, ad esempio, una persona soffre di una malattia epatica. In questo caso l'alcol va abolito completamente per evitare che la sua azione tossica a livello della cellula epatica faccia peggiorare ulteriormente il quadro clinico. Ma anche quando una persona non presenta nessun segno di malattia epatica è bene sapere quali rischi si corrono abusando di alcolici. Molti bevitori eccessivi presentano infatti una condizione epatica caratterizzata dall'accumulo di grasso nelle cellule epatiche (steatosi epatica) dovuta proprio all'azione tossica dell'alcol sul metabolismo cellulare. Nella maggioranza dei casi la steatosi non dà luogo a malattie più gravi, ma, in un quarto dei casi si possono verificare processi infiammatori che possono condurre a forme più severe come ad esempio la cirrosi epatica. Se poi consideriamo che negli ultimi anni sono sempre più frequenti le infezioni da virus dell'epatite, possiamo capire bene che un fegato già steatosico può diventare più facilmente aggredito dall'infiammazione rovocata dall'infezione virale e generare patologie molto severe.
L'INTOSSICAZIONE CRONICA DA ALCOL I danni che derivano dall’abuso alcolico possono comparire sia in seguito ad eccessi sporadici (intossicazione acuta) sia in seguito all’abuso cronico (intossicazione cronica e dipendenza). Entrambe queste forme possono causare conseguenze pericolose a livello fisico, psichico e sociale. Fra le patologie organiche più frequenti correlate all’abuso alcolico, abbiamo le patologie gastroenterologiche sia acute che croniche. L’INTOSSICAZIONE ACUTA DA ALCOL Disturbi gastroenterologici: epatite acuta pancreatite acuta gastrite esofagite diarrea L’INTOSSICAZIONE CRONICA DA ALCOL Epatopatia alcolica Steatosi epatica Epatite alcolica (acuta e cronica) Cirrosi epatica Ipertrofia delle ghiandole salivari Malattie dei denti e del periodonzio Infiammazioni della lingua e del cavo orale Tumori maligni della lingua, ipofaringe, laringe Esofagite Carcinoma dell’esofago Gastrite (acuta e cronica) Pancreatite (acuta e cronica) Diarrea e dolori addominali Malassorbimento - Steatorrea (feci grasse) - Dimagramento - Malnutrizione Particolarmente frequenti e insidiose sono le patologie epatiche (Epatopatia alcolica, Steatosi epatica, Epatite alcolica, Cirrosi epatica, Epatocarcinoma). Queste malattie sono fortemente influenzate dall’azione tossica dell’alcol pertanto in questi casi gli alcolici vanno aboliti completamente per evitare un peggioramento del quadro clinico. Ma allora quanto si può bere per non correre rischi? La quantità di alcol che ogni individuo può bere "in sicurezza" è molto difficile da stabilire in assoluto perché ogni persona è diversa dall'altra per capacità di tolleranza, di condizioni di salute, di metabolismo. Tuttavia possiamo cercare di dare delle indicazioni di massima che possano far capire se si entra in zona di rischio. In alcuni casi devono astenersi completamente da ogni tipo di bevanda alcolica: Persone che soffrono di malattie epatiche o di altre patologie Quando ci si mette alla guida Quando si assumono psicofarmaci o altri farmaci che interagiscono con l'alcol Quando si soffre di alcoldipendenza Durante l'infanzia e l'adolescenza Durante la gravidanza e l'allattamento Se non sono presenti malattie epatiche (o altre condizioni sensibili all'azione tossica dell'alcol) è bene tener presente che quantità di alcol superiori a 30 grammi al giorno assunte per periodi prolungati costituiscono un pericolo perché predispongono a conseguenze dannose a vari livelli, soprattutto, ma non solo, a livello epatico. 1 bicchiere di vino rosso o bianco a 12°(100 cc) 1 bicchierino di whisky (25 cc) 1 lattina di birra a 5° (330 cc) 1 aperitivo a 18° (70 cc) 1 amaro a 45° (25 cc) 1 bicchiere di champagne a 12° (100 cc) Contengono tutti la stessa q1uantità di alcol: dai 10 ai 13 grammi di alcol Questo significa che per non superare la quota-rischio dei 30 grammi di alcol al giorno un uomo adulto non deve superare i 3 bicchieri di vino al giorno. Per le donne la quantità sicura è minore (20 grammi al giorno, equivalente a 2 bicchieri di vino) per via della diversa capacità di assorbimento dell'organismo femminile.
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