 Fig.1
Il fegato é l'organo del corpo di maggiori dimensioni e pesa in media 1500 grammi; è localizzato nel quadrante superiore destro e viene protetto anteriormente dalle coste. La faccia superiore è a contatto con il diaframma; la faccia inferiore con il grosso intestino, il rene destro, il duodeno, lo stomaco e l'esofago Posteriormente l'organo è a contatto con la colonna vertebrale. Il fegato viene anatomicamente distinto in quattro lobi, dei quali due, il lobo destro e quello sinistro, sono di maggiori dimensioni, mentre il lobo quadrato e il lobo caudato sono più piccoli e hanno una posizione centrale.(Fig. 1 e 2). 
L'organo riceve un duplice apporto di sangue attraverso la vena porta (che convoglia al fegato il sangue venoso proveniente dall'intestino e dalla milza) e l'arteria epatica. Il punto in corrispondenza del quale i due vasi entrano nel fegato viene chiamato ilo epatico; qui vena porta e arteria epatica si dividono in due rami destinati a ciascuno dei due lobi maggiori. Nella stessa sede il dotto epatico di destra e quello di sinistra si riuniscono a formare il dotto epatico comune, che diviene il coledoco dopo aver ricevuto il dotto cistico, proveniente dalla colecisti o cistifellea (Fig. 2 e 3); quest 'ultima è localizzata sulla superficie inferiore del fegato e ha il compito di concentrare la bile: la sua capacità è di circa 50 ml.

Il dotto biliare principale, o coledoco, ha il compito di portare al duodeno la bile prodotta dal fegato. All'interno del fegato la vena porta e l'arteria epatica si dividono in fini diramazioni, localizzate negli spazi portali: questi ultimi sono interposti tra i lobuli epatici che rappresentano le unità strutturali dell’organo: si tratta di strutture piramidali costituite da travate di cellule epatiche, o epatociti, che poggiano su una trama reticolare di sostegno. Le travate di cellule epatiche sono a contatto con i sinusoidi epatici, cioè le diramazioni più fini dei vasi sanguigni contenuti negli spazi portali, con le cellule di Kupffer e con le cellule di Ito. Le cellule di Kupffer costituiscono il 15% circa di tutte le cellule del fegato e sono ancorate ai sinusoidi: sono dotate di potere fagocitario, cioè capaci di captare e distruggere elementi estranei come batteri, virus , ecc. Le cellule di Ito sono in grado, sotto vari stimoli, di formare tessuto connettivale. Al centro del lobulo si trova la vena centrolobulare. Le vene centrolobulari si gettano nelle vene sovraepatiche che raccolgono quindi il sangue venoso refluo dal fegato; queste ultime vanno a confluire nella vena cava inferiore, la più grossa vena del nostro organismo. Negli spazi portali, oltre alle ramificazioni più fini della vena porta e dell'arteria epatica, si trovano anche i fini dotti biliari che costituiscono le origini della via biliare (Fig.4 ).
Più lobuli epatici ricevono sangue da un unico ramo portale e da un'unica diramazione dell'arteria epatica e fanno affluire la bile in un dotto biliare. Pertanto il fegato, accanto alla grossolana suddivisione in quattro lobi, può essere suddiviso in otto segmenti; questi non hanno una struttura anatomica evidente, ma sono molto utili dal punto di vista chirurgico, in quanto possono essere asportati con relativa facilità, soprattutto nel caso di tumori localizzati (Fig. 5). 
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