 | Come si guarisce dalla sofferenza per la morte di una persona cara Autori Michele G. Sforza e Jorge L. Tizón Edizione Mondadori |
Sebbene ci colpiscano ogni giorno immagini e notizie di omicidi, disgrazie e tragici incidenti, nella nostra società persiste un disagio di fondo nell’affrontare il tema della morte e della sofferenza. La morte in particolare finisce, tranne nei casi più eclatanti ingigantiti dai media, per essere occultata, marginalizzata, trasformata in fatto privato, da affrontare nell’intimità, nascondendo ogni manifestazione di emotività e dolore. Ma, come la lezione freudiana ha insegnato, una volta repressi, i «vissuti dolorosi» tendono a ripresentarsi sotto altre forme e il materiale rimosso spesso ritorna deformato e può complicare notevolmente l’elaborazione del lutto. Quando viene a mancare una persona cara soffriamo intensamente a volte per settimane, mesi o anni. E allora ci chiediamo se tutta questa sofferenza ha un senso, se serve a qualcosa. Può essere di aiuto alla nostra crescita personale, ai legami che instauriamo con gli altri esseri umani? Oppure si tratta di una sofferenza inutile, che sarebbe più giusto contenere, ignorare o eliminare? È qualcosa che facilita o che, al contrario, rende più difficile l’elaborazione del lutto? E quali ripercussioni ha sulla nostra salute fisica e mentale? Michele G. Sforza e Jorge L. Tizón, psichiatri e psicoterapeuti, seguono da anni chi attraversa questi difficili momenti accompagnandoli nel lungo e faticoso percorso per riprendere il controllo della propria esistenza. E, come spiegano con grande competenza e sensibilità, hanno individuato la medicina più importante per il dolore provocato da un lutto: il dialogo, il contatto umano, far emergere e offrire allo sguardo di chi ci sta vicino le difficoltà psicologiche che troppo spesso, invece, trattiamo come disturbi inconfessabili. Attraverso il racconto di alcuni casi clinici e fornendo una grande quantità di consigli pratici, questo libro è un aiuto importante per capire che i «giorni di dolore» sono un momento fondamentale di crescita psicologica e che, soprattutto, possono essere superati. |
In sovraccoperta: Michele G. Sforza, psichiatra e psicoanalista, è membro della Società psicoanalitica italiana e dell’International psychoanalytical association, e direttore del Centro per lo studio e la terapia delle psicopatologie (CESTEP). Dal 1984 dirige il Servizio multidisciplinare di alcologia e di dipendenze da comportamento presso la casa di cura Le Betulle di Appiano Gentile (CO). Collabora con testate giornalistiche, radiofoniche e televisive. È autore di numerosi libri, fra cui ricordiamo: Su di spirito. Cosa fare quando l’alcol diventa un problema (con Valeria Egidi, 2002) e Días de duelo. Encontrando salidas (con Jorge L. Tizón, 2008). Jorge L. Tizón, neuropsichiatra e psicoanalista, fa parte della Sociedad española de psicoanálisis e dell’International psychoanalytical association. Dirige l’Equipo de prevención en salud mental y atención precoz en los pacientes en riesgo de psicosis (EAPPP) all’Institut Català de la Salut. È professore di «Master y Postgrados» presso l’Instituto de salud mental della Universitat Ramón Llull di Barcellona. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: Protocolos y programas elementales para la atención primaria a la salud mental (2000), Pérdida, pena, duelo: Vivencias, investigación y asistencia (2004), Psicoanálisis, procesos de duelo y psicosis (2007). In IV:
Il dolore e il trauma di una perdita si possono superare e aiutano a crescere |